Yahel
Yahel, Rondine d’Oro
Sono Yahel, vengo da Israele e ho appena concluso i miei 2 anni a Rondine. Nei questi giorni sono a Rondine, per aiutare la nuova generazione di studenti a fare i suoi primi passi nel cammino che per me ha cambiato tutto.
Mi ricordo il giorno prima di venire a Rondine – mi domandavo: come faccio a lasciare la mia casa, il mio popolo, la mia terra, la mia famiglia, tutto quello che conosco e andare in un posto dove non conosco le persone, la cultura, la lingua, e addirittura, vivere con le persone che per tutta la mia vita hanno rappresentato i miei nemici?
Il tempo è passato, le persone, i cosiddetti “nemici” con cui vivevo oggi hanno un nome – Suha, Rabee e Ibrahim – e questi volti, sono diventati prima delle persone e poi con fatica degli amici.
Dopo un anno a Rondine, stavo per tornare a casa per la vacanze.L’estate scorsa, per chi non si ricorda, in Medio Oriente c’è stata la guerra a Gaza. Questa volta la domanda che mi ripetevo era: come faccio a tornare a casa? A lasciare i miei amici, Rondine – la mia terra di pace e andare in una terra di guerra? Avevo paura di quello che avrei trovato lì e di come mi sarei sentita lì. Ma casa è sempre casa e mi mancava la famiglia, volevo vederli, sapere che stavano bene, e quindi ci sono ritornata. Nella prima notte mi sono svegliata per l’allarme che suona quando bisogna andare nel “posto sicuro.” E lì, con la mia famiglia ed i miei vicini, mi è successa una cosa strana. Ho sentito l’allarme ed il rumore del bombardamento ma potevo solo pensare: ma.. Rabee? E Suha? E Ibra? Loro dove stanno ora? Loro hanno un posto sicuro dove nascondersi? E le loro famiglie e parenti? Pensavo: ti prego Dio fai che stiano bene.
“Rondine ci regala il mondo”– cosi diciamo spesso ma vogliamo dire che Rondine ci regala i volti che ci regalano il mondo, un mondo senza confini perché è fatto di tutti i nostri racconti e momenti quotidiani che abbiamo condiviso. Dopo questa esperienza dell’estate scorsa, ho capito che non voglio immaginare il mio mondo senza i miei amici, non voglio dire più la parola nemici, perché loro fanno parte di chi sono oggi, ed immaginare un mondo senza loro sarebbe come immaginare la mia vita senza la mia infanzia…
Forse la cosa più importante che ho imparato in questi 2 anni è condividere. In 2 anni ho condiviso piccole cose come la camera, la casa e la terra con altre 24 persone e a volte ho imparato come condividere le piccole cose, inizi a condividere le cose più grandi come i miei pensieri, le mie idee, i miei sogni e piano piano impari come apprezzare la bellezza che esiste nella diversità. Impari l’arte del dialogo e insieme agli altri riesci a pensare più profondo, e sognare più grande, impari che insieme si riesce immaginare e realizzare cose che da solo non potevi mai neanche desiderare…
Rondine ci insegna nuova lingua, oltre all’italiano, ci insegna una lingua che ci permette di condividere, dialogare e collaborare, a creare la nostra terra che non ha confini, fatta dai nostri pensieri e sogni con il nostro popolo che crea ogni giorno accordi di ascolto, rispetto e speranza.
Stasera vi invitiamo ad impegnarvi anche voi… per imparare una nuova lingua, la lingua che noi a Rondine parliamo ogni giorno e la lingua in cui, con il vostro aiuto, parlerà un giorno tutto il mondo. La lingua della pace…




